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Pompe di processo: scegliere la soluzione giusta per l’industria chimica

pompe di processo

Sommario

Questo articolo analizza come la selezione delle pompe di processo influenzi direttamente la stabilità e la sicurezza degli impianti chimici. Spesso, le inefficienze e i fermi produttivi non derivano da guasti macroscopici, ma da una scelta non idonea della pompa rispetto alle reali condizioni di esercizio.

L’articolo esamina le criticità principali legate alla movimentazione di fluidi corrosivi, viscosi o ad alta pressione, sottolineando come un approccio superficiale possa innescare fenomeni come la cavitazione, l’usura precoce dei componenti e la contaminazione dei prodotti. Vengono quindi definiti i parametri tecnici essenziali per una scelta accurata, tra cui l’analisi dettagliata del fluido, il calcolo preciso di portata e prevalenza, e l’importanza cruciale della compatibilità dei materiali.

Particolare attenzione è rivolta alle pompe a trascinamento magnetico, una tecnologia che, eliminando la necessità di tenute meccaniche, abbatte il rischio di emissioni fuggitive e garantisce maggiore protezione per gli operatori e l’ambiente. In definitiva, l’articolo offre una guida metodologica per bilanciare le performance idrauliche con la necessità di ridurre gli interventi manutentivi e garantire la continuità produttiva in scenari operativi severi.

Pompe di processo: scegliere la soluzione giusta per l’industria chimica

Molti problemi che riguardano la movimentazione dei fluidi nel settore chimico nascono in punti dell’impianto che, a prima vista, possono sembrare secondari. Una variazione di temperatura che altera la viscosità del fluido, una tenuta che si usura più rapidamente del previsto, o anche la minima incompatibilità chimica tra i materiali sono tutti aspetti che possono portare a corrodere le superfici interne e compromettere la stabilità della linea produttiva. Le pompe di processo utilizzate nell’industria chimica lavorano infatti in condizioni molto aggressive e dunque devono essere progettate per coinvolgere sicurezza, continuità produttiva e controllo del processo.

Fluidi come acidi concentrati, solventi, soluzioni tossiche, sostanze ad alta temperatura o liquidi contenenti particelle solide richiedono dispositivi progettati per mantenere prestazioni costanti anche sotto stress continuo. Specialmente nelle lavorazioni chimiche, inoltre, il margine di errore è estremamente basso: una perdita, un calo di portata o un’anomalia nella circolazione del fluido possono  essere sufficiente per generare fermi produzione, contaminazioni ambientali e pericoli per la sicurezza dei lavoratori.

Per questo motivo, è fondamentale scegliere le pompe di processo corrette per lo specifico utilizzo. Non basta  valutare la portata richiesta o le dimensioni dell’impianto, ma occorre analizzare nel dettaglio il comportamento del fluido, le condizioni termiche, la compatibilità dei materiali e le tecnologie più adatte all’applicazione specifica.

La scelta giusta è considerare l’installazione di pompe centrifughe a trascinamento magnetico, presenti nel catalogo di CDR Pompe. Grazie all’assenza di tenute meccaniche e ai materiali fluoroplastici, garantiscono una sicurezza elevatissima e una forte resistenza alla corrosione.

Le criticità della movimentazione fluidi nell’industria chimica

L’industria chimica utilizza fluidi con proprietà molto diverse tra loro. Alcuni prodotti contengono sostanze altamente corrosive (acidi e basi forti), altri lavorano a temperature elevate, oppure presentano densità e viscosità particolari o facilmente variabile. In numerose linee produttive si riscontra anche la presenza di particelle solide o residui abrasivi in sospensione al fluido, che accelerano l’usura interna delle pompe se non progettate adeguatamente.

A queste difficoltà si affiancano ulteriori fattori:

  • Funzionamento continuo e gravoso degli impianti: cicli operativi H24 che riducono al minimo le finestre temporali per la manutenzione preventiva;

  • Sollecitazioni pressorie elevate: necessità di vincere alte contropressioni di processo o di operare in sistemi ad alta pressione statica;

  • Classificazione delle aree (Zone ATEX): operatività in atmosfere potenzialmente esplosive dovute alla presenza di gas, vapori infiammabili o polveri combustibili;

  • Necessità assoluta di evitare dispersioni ed emissioni fuggitive: vincolo imperativo per prevenire la fuoriuscita di fluidi ecotossici, cancerogeni o letali;

  • Processi produttivi altamente sensibili alle variazioni di portata: reazioni chimiche la cui resa dipende strettamente dalla costanza millimetrica del flusso iniettato.

In questo scenario, le pompe di processo devono garantire stabilità idraulica, mantenimento del punto di lavoro ed elevata accuratezza operativa anche a seguito di cicli di lavoro prolungati e gravosi.

I problemi causati da pompe di processo non adatte

L’installazione di una pompa di processo il cui dimensionamento o la cui selezione dei materiali prescinda dalle reali e complessive condizioni d’esercizio può, nel tempo, provocare gravi problemi e guasti all’intero impianto.

Materiali incompatibili con il fluido trattato tendono a deteriorarsi rapidamente e causare degrado, residui e rotture, le tenute meccaniche possono danneggiarsi quando sottoposte a forti stress chimici, mentre corrosione e abrasione asportano materiale dalle giranti e dai corpi pompa, provocando un rapido decadimento del rendimento idraulico.

Tra i problemi più frequenti si trovano:

  • Cavitazione: vaporizzazione locale del fluido (dovuta a un non corretto calcolo del NPSH disponibile), con conseguente collasso violento delle microbolle e distruzione meccanica delle superfici metalliche;

  • Perdita strutturale di fluido ed emissioni: cedimento delle barriere di contenimento con rilascio di sostanze pericolose nell’ambiente di lavoro;

  • Contaminazione del prodotto: infiltrazione di fluidi o rilascio di particelle da degradazione interna che alterano la purezza dei lotti;

  • Danneggiamento delle parti interne: rottura di alberi, giranti, boccole e cuscinetti causata da vibrazioni anomale o sovraccarichi meccanici;

  • Aumento esponenziale degli interventi manutentivi: deriva dei costi operativi e accorciamento del ciclo di vita dei componenti di ricambio;

  • Arresti improvvisi della linea produttiva: interruzione non programmata della catena del valore, con ingenti perdite economiche e complesse procedure di bonifica.

Nel settore chimico anche una perdita minima può creare criticità importanti sul piano della sicurezza e della gestione ambientale. Per questo le pompe di processo devono essere progettate in funzione delle condizioni reali dell’impianto.

Come scegliere le pompe di processo corrette

La scelta delle pompe di processo passa attraverso l’analisi di tutte queste potenziali problematiche e di tutti i rigidi parametri richiesti dall’industria chimica. Ogni applicazione richiede valutazioni specifiche legate al fluido, alle prestazioni richieste e alle condizioni di lavoro.

Portata e prevalenza richieste

Tra i primi elementi da considerare ci sono portata e prevalenza.

La portata definisce il volume di fluido che la macchina deve trasferire nell’unità di tempo, mentre la prevalenza indica l’energia netta, espressa in metri di colonna di liquido, che la pompa deve imprimere al fluido per superare il dislivello tra i serbatoi, le resistenze che si formano all’interno della pompa e le perdite di carico (distribuite e localizzate) generate dall’attrito del fluido lungo le tubazioni e le apparecchiature.

Un dimensionamento errato può, ad esempio, causare consumi elevati, usura precoce e funzionamento instabile fin dai primi utilizzi. Una pompa sovradimensionata lavora lontano dal punto di massima efficienza, mentre una soluzione sottodimensionata rischia di non garantire continuità al processo produttivo, surriscaldando il fluido e rischiando il funzionamento in condizioni di stallo.

Analisi del fluido pompato

Le caratteristiche del fluido sono il primo fattore da considerare nella scelta della pompa per il proprio impianto chimico.

Per individuare le pompe di processo più adatte occorre valutare:

  • Composizione chimica dettagliata: identificazione delle specifiche chimiche del fluido da pompare;

  • Livello di corrosività: valutazione del pH e della presenza di agenti ossidanti o cloruri;

  • Viscosità del fluido: parametro critico che modifica le perdite per attrito interno alla pompa, richiedendo fattori di correzione o l’orientamento verso tecnologie volumetriche anziché centrifughe;

  • Densità e peso specifico: determinanti per il calcolo della potenza idraulica richiesta all’albero e per il corretto dimensionamento del motore;

  • Presenza di solidi sospesi: analisi della durezza e della concentrazione percentuale delle particelle stabili o colloidali;

  • Temperatura d’esercizio: elemento chiave per la verifica del NPSH disponibile in relazione al fluido;

  • Comportamento durante il pompaggio: fondamentale per prevedere le variazioni di viscosità all’interno della macchina.

Liquidi viscosi, ad esempio, richiedono soluzioni differenti rispetto a fluidi leggeri e poco densi. Allo stesso modo, la presenza di particelle solide può aumentare l’usura interna e ridurre la durata dei componenti, richiedendo soluzioni di pompaggio progettare ad hoc per gestire queste situazioni.

Anche la compatibilità chimica assume un ruolo centrale: alcune sostanze, infatti, attaccano rapidamente metalli, guarnizioni e superfici interne se i materiali non sono stati scelti correttamente.

Temperatura e pressione di lavoro

Temperature elevate e alte pressioni sottopongono le pompe a forti sollecitazioni meccaniche e termiche che devono essere tenute presenti quando si sceglie una pompa di processo.

Quando il fluido lavora ad alte temperature, materiali e componenti devono mantenere stabilità strutturale anche in presenza di dilatazioni termiche continue. Guarnizioni e tenute, in particolare, devono conservare le proprie caratteristiche elastiche e di confinamento senza subire deformazioni o perdite.

Allo stesso modo, quando le pressioni sono elevate, servono pompe robuste e progettate secondo norme  estremamente rigide, come quelle presenti nel catalogo CDR. È necessario usare strutture solide che resistano nel tempo senza subire deformazioni, così da evitare che i componenti interni si tocchino o si danneggino durante il movimento. Per questo motivo, le pompe per l’industria chimica vengono scelte con ampi margini di sicurezza, tenendo conto delle condizioni di lavoro molto dure a cui saranno sottoposte.

Compatibilità dei materiali: un elemento decisivo per le pompe di processo

Nel settore chimico, la scelta dei materiali influenza durata, sicurezza e affidabilità delle pompe. Il materiale deve essere selezionato in fase di progettazione e deve venire scelto in base al liquido da movimentare, secondo le sue caratteristiche e il suo grado di corrosività.

A seconda dell’applicazione vengono utilizzati:

  • Acciai inossidabili: (es. AISI 316L) per garantire ottima resistenza meccanica e protezione contro la corrosione generale;

  • Fluoropolimeri avanzati: (es. PTFE, PFA, PVDF) utilizzati sia come rivestimento interno (lining) sia come componenti strutturali pieni per fluidi chimicamente aggressivi dove i metalli non offrono sufficiente inerzia;

  • Rivestimenti anticorrosione e antiusura: deposizioni ceramiche o carburi metallici tramite processi termici per incrementare la durezza superficiale;

  • Materiali tecnopolimerici strutturali: (es. PP, PE-HD) impiegati per servizi ausiliari o chimici leggeri a temperature moderate.

Ogni fluido reagisce in modo diverso ai materiali con cui entra in contatto e, di conseguenza, una compatibilità non adeguata accelera corrosione, usura e deterioramento delle superfici interne.

Le pompe di processo devono quindi essere costruite con materiali capaci di resistere alle sostanze trattate e alle condizioni dell’impianto. Una scelta corretta consente di limitare sostituzioni premature, fermate della produzione e interventi straordinari.

In molte applicazioni chimiche, inoltre, il rispetto delle normative di sicurezza richiede componenti progettati secondo standard molto rigorosi.

Pompe a trascinamento magnetico: controllo delle perdite e maggiore sicurezza

Nel settore chimico, le pompe a trascinamento magnetico (mag-drive) vengono utilizzate soprattutto nelle applicazioni che prevedono fluidi tossici, corrosivi o pericolosi. Questa tecnologia elimina la tradizionale tenuta meccanica grazie a un sistema a magneti permanenti che trasferisce il movimento rotatorio per via magnetica, senza alcun collegamento meccanico diretto tra l’albero del motore e la parte pompante.

L’assenza della tenuta riduce drasticamente il rischio di fuoriuscite, creando un vuoto che garantisce un altissimo livello di sicurezza, un aspetto fondamentale quando è presente il rischio di sversamenti che potrebbero contaminare l’ambiente e creare pericoli per i lavoratori.

Per questo motivo molte pompe di processo dedicate all’industria chimica utilizzano questi sistemi a trascinamento magnetico, particolarmente adatti nei casi in cui il contenimento del fluido richiede elevati livelli di sicurezza.

Tra i principali vantaggi di questa soluzione:

  • Abbattimento delle perdite e delle emissioni: confinamento ermetico e statico del fluido di processo;

  • Minore usura complessiva ed eliminazione delle tenute meccaniche: assenza di parti maggiormentesoggette a usura;

  • Manutenzione ridotta al minimo;

  • Maggiore protezione per la salute degli operatori e per l’ambiente: prevenzione attiva del rischio di contatto con sostanze nocive o letali;

  • Migliore gestione di fluidi aggressivi: assenza di contaminazioni esterne del fluido di processo.

Le pompe magnetiche trovano applicazione nel trasferimento di acidi, solventi e sostanze ad alta pericolosità, dove affidabilità e contenimento del fluido assumono un’importanza centrale.

Le pompe di processo CDR per l’industria chimica

Il settore chimico è uno degli ambiti di utilizzo principali delle pompe di processo CDR. Per la movimentazione di liquidi pericolosi, corrosivi e tossici, nel nostro catalogo è presente una numerosa selezione di pompe “lined”, ovvero rivestite con materiali termoplastici o elastomerici, realizzate tramite la tecnologia dello “stampaggio per trasferimento”, o transfer-molding. 

Queste pompe garantiscono un’elevatissima resistenza chimica a liquidi come come acidi forti, basi e solventi, prevenendo sia la corrosione che il deterioramento del prodotto, prolungandone la vita utile e diminuendo il rischio di problemi e la necessità di manutenzione ordinaria.

Sviluppate nello specifico come pompe per acidi, e quindi perfette per l’industria chimica troviamo, ad esempio:

  • ETV EVO: pompa a trascinamento magnetico lined, con un rivestimento interno in materiali plastici ad alta resistenza chimica, come ETFE o PP. Conforme allo standard Sub-ISO 2858, è ideale per la movimentazione di soluzioni come l’ipoclorito di sodio.
  • XTN-BL: pompa a trascinamento magnetico rivestita in PFA, con girante aperta e delle boccole diamantate, fa parte della Serie X di CDR ed è funzionale alla movimentazione di sostanze come, ad esempio, l’acido fluoridrico.
  • UTS EVO: utilizzata in ambienti chimici come reattori, colonne di distillazione e scambiatori di calore, è ideale per mantenere temperature costanti (anche elevate) e per garantire garantire reazioni controllate e prodotti conformi alle specifiche. Ideale, ad esempio, per la movimentazione dell’olio diatermico.
  • DTN-L: ideale per il pompaggio di acido solforico e altri fluidi aggressivi,  possono essere utilizzate in continuità nei processi chimici più impegnativi

Scegliere le pompe di processo in funzione dell’applicazione

Nel settore chimico, ogni impianto presenta caratteristiche specifiche che richiedono valutazioni tecniche precise. Fluido trattato, temperatura, pressione, compatibilità dei materiali e tecnologia di pompaggio devono essere analizzati insieme per individuare la soluzione più adatta.

Le pompe di processo utilizzate in questi ambienti devono garantire continuità, sicurezza e resistenza anche in presenza di condizioni particolarmente severe.

Una selezione corretta consente di ridurre guasti, contenere i costi manutentivi e mantenere stabile il funzionamento dell’impianto nel tempo. Per questo motivo, affidarsi a soluzioni progettate specificamente per applicazioni chimiche permette di ottenere maggiore affidabilità e migliore controllo dell’intero processo produttivo.

Contatta CDR Pompe per una consulenza e per conoscere tutti i servizi di assistenza, installazione e manutenzione dedicati alle pompe do processo.